Prosegue l’attività vulcanica dell’Etna, con diverse bocche eruttive che continuano ad alimentare colate laviche e con una nuova emissione impulsiva di cenere registrata dal cratere Bocca Nuova.
È quanto emerge dal Comunicato di Attività Vulcanica – Etna, aggiornamento numero 14, diffuso l’11 Agosto 2026 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo, sulla base delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, dei sopralluoghi effettuati dal personale dell’Istituto e dei dati provenienti dalle reti di monitoraggio.
Secondo quanto comunicato dall’INGV, prosegue l’attività effusiva dalle bocche eruttive situate a quota 2750 metri, 2090 metri e 1900 metri.
I fronti delle colate alimentate dalla bocca posta a quota 2360 metri risultavano invece in fase di raffreddamento.
I fronti lavici più avanzati a quota 1360 metri
Alle ore 16:00 UTC dell’11 Agosto 2026, i fronti attivi più avanzati delle colate si attestavano a una quota di circa 1360 metri, in prossimità di Rocca Capra, nella Valle del Bove.
L’evoluzione delle colate continua a essere seguita dall’Osservatorio Etneo attraverso le telecamere di sorveglianza e le osservazioni effettuate direttamente sul vulcano.
Emissione di cenere dalla Bocca Nuova
Nel corso del pomeriggio è stata osservata anche una nuova attività al cratere Bocca Nuova.
In particolare, alle ore 14:10 UTC, l’INGV ha rilevato un’emissione impulsiva di cenere che, interagendo con i prodotti dell’attività esplosiva provenienti dal cratere Voragine, ha generato modesti flussi piroclastici.
Come specificato dall’Istituto, questi fenomeni sono rimasti confinati nell’area sommitale dell’Etna.
Tremore vulcanico ancora su valori elevati
Per quanto riguarda i parametri monitorati, dall’aggiornamento precedente delle ore 10:41 UTC l’ampiezza media del tremore vulcanico ha continuato a oscillare nella parte inferiore dell’intervallo dei valori elevati.
Il centroide delle sorgenti del tremore è stato localizzato nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 3000 metri.
L’attività infrasonica è risultata invece di livello alto e molto alto, in particolare a partire dalle ore 13:00 UTC circa. Gli eventi infrasonici, caratterizzati da ampiezza media e alta, sono stati localizzati anch’essi nell’area del cratere Voragine.
I dati sulle deformazioni del suolo
L’analisi dei segnali provenienti dalle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo suggerisce inoltre, secondo l’INGV, il manifestarsi di una modesta deflazione dell’area sommitale dell’Etna.
Sia i segnali della rete GNSS sia quelli della rete tilt hanno infatti evidenziato variazioni, già segnalate nei precedenti comunicati, che contribuiscono a delineare un quadro di deflazione che rimane comunque di modesta entità.
L’Istituto ha inoltre segnalato dei transienti chiaramente visibili alle stazioni tilt di PDN ed ECP, correlati all’emissione impulsiva di cenere avvenuta alle ore 14:10 UTC.
L’attività eruttiva iniziata il 6 Agosto 2026
Secondo quanto ricostruito dall’INGV, I primi segnali della nuova fase di attività sono stati osservati a partire dalle ore 17:10 UTC circa del 5 Agosto 2026, quando dal cratere Voragine sono cominciate delle emissioni discontinue di cenere, rapidamente disperse in atmosfera.
Alle ore 00:51 UTC del 6 Agosto 2026 si è verificato un evento esplosivo impulsivo alla Voragine, accompagnato dall’inizio di un’attività stromboliana.
Inizialmente le esplosioni sono state deboli e intracrateriche, ma nelle ore successive sono diventate progressivamente più intense e frequenti, con emissione di materiale vulcanico grossolano ricaduto prevalentemente all’interno dell’orlo craterico.
Contestualmente all’attività stromboliana si è formato anche un modesto flusso lavico che dalla Voragine si è riversato all’interno del Cratere di Nord Est.
A partire dalle ore 19:30 UTC circa del 6 Agosto 2026, l’attività stromboliana si è ulteriormente intensificata, evolvendo progressivamente in fontana di lava. La fase più energetica è stata registrata a partire dalle ore 23:00 UTC circa e si è protratta fino alle ore 02:15 UTC circa del 7 Agosto 2026.
L’attività stromboliana sostenuta è poi proseguita con intensità variabile durante la notte, causando ricadute di cenere segnalate ad Adrano, Ragalna, Nicolosi e altri paesi etnei.

