Eruzione Etna, prosegue attività effusiva: non più alimentata la colata oltre Rocca Capra

Etna

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo, ha pubblicato oggi, 14 Agosto 2026, un nuovo aggiornamento sull’attività vulcanica dell’Etna, comunicando che prosegue l’attività effusiva dalla bocca eruttiva situata a quota 1900 metri e da una bocca effimera limitrofa.

Nel nuovo comunicato, aggiornamento numero 17 diffuso alle 16:32 UTC, l’INGV segnala inoltre la cessazione dell’attività alla bocca eruttiva di quota 2750 metri, mentre il flusso lavico che nella giornata di ieri 13 Agosto 2026 aveva superato di poco Rocca Capra, nella Valle del Bove, non risulta più alimentato.

La situazione delle colate laviche

Secondo quanto comunicato dall’INGV, sulla base delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dei sopralluoghi effettuati dal personale dell’Osservatorio Etneo, l’attività effusiva prosegue dunque dalla bocca eruttiva di quota 1900 metri e da una bocca effimera situata nelle vicinanze.

È invece cessata l’attività alla bocca di quota 2750 metri, la cui attività era stata segnalata nel comunicato del 10 Agosto 2026.

Per quanto riguarda l’avanzamento delle colate, alle 08:00 UTC del 14 Agosto 2026 i fronti lavici attivi più avanzati riconducibili alla bocca di quota 1900 metri si trovavano in prossimità di Rocca Musarra, a una quota di circa 1600 metri.

L’INGV specifica inoltre che il flusso lavico che nella giornata di ieri aveva superato di poco Rocca Capra, nella Valle del Bove, non risulta più alimentato.

Nel precedente aggiornamento del 13 Agosto 2026, infatti, i fronti lavici attivi più avanzati riconducibili alla bocca di quota 1900 metri, alle ore 09:45 UTC, erano stati osservati a una quota di circa 1340 metri, dopo aver superato di poco Rocca Capra.

Prosegue l’attività esplosiva al cratere Voragine

Parallelamente all’attività effusiva, continua anche l’attività esplosiva al cratere Voragine.

Secondo l’Osservatorio Etneo, questa attività prosegue con intensità variabile, producendo un’emissione di cenere che viene dispersa nel quadrante meridionale.

Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico mostra ampie oscillazioni, mantenendosi comunque su valori alti.

I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 3000 metri sopra il livello del mare.

Per quanto riguarda invece l’attività infrasonica, questa si mantiene su un livello medio, sia in termini di numero degli eventi sia per l’energia associata. Anche in questo caso, le sorgenti risultano ubicate in corrispondenza del cratere Voragine.

Infine, secondo quanto riportato dall’INGV, i segnali provenienti dalle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non evidenziano variazioni significative.

Si ricorda che l’attività dell’Etna è costantemente monitorata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia attraverso le reti strumentali e le telecamere di videosorveglianza, oltre ai sopralluoghi effettuati dal personale dell’Osservatorio Etneo.

Ripercussioni sull’Aeroporto di Catania

A causa dell’attività eruttiva dell’Etna, alle ore 19:00 del 14 Agosto 2026 è stata comunicata l’estensione della chiusura dei settori C1 e B3, con la conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle ore 15:00 del 15 Agosto 2026.

Ai passeggeri è stato consigliato, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea.

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