Eruzione Etna 2026, colata oltre Rocca Capra: aumenta l’attività alla Voragine

Etna

Prosegue l’attività vulcanica dell’Etna, dove nelle ultime ore è stato registrato un incremento dell’attività esplosiva al cratere Voragine, accompagnato da emissione di cenere. Intanto, continua anche l’attività effusiva, con il fronte lavico più avanzato che ha superato di poco Rocca Capra, nella Valle del Bove.

È quanto emerge dal nuovo comunicato di attività vulcanica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo, pubblicato oggi, 13 Agosto 2026, alle ore 17:37 UTC.

Rispetto alla situazione riportata da MedioNews.it l’11 Agosto 2026, nelle ultime ore sono state registrate alcune variazioni nell’attività vulcanica, sia per quanto riguarda l’attività effusiva sia per quella esplosiva.

Prosegue l’attività effusiva dalle bocche a quota 2750 e 1900 metri

Secondo quanto comunicato dall’INGV, sulla base delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dei sopralluoghi effettuati dal personale dell’Osservatorio Etneo, prosegue l’attività effusiva dalle bocche eruttive situate a quota 2750 e 1900 metri.

Rispetto ai precedenti aggiornamenti, invece, è cessata l’attività effusiva dalla bocca eruttiva a quota 2090 metri, la cui attività era stata segnalata nel comunicato dell’11 Agosto 2026.

Per quanto riguarda l’avanzamento delle colate, alle ore 09:45 UTC del 13 Agosto 2026 i fronti lavici attivi più avanzati, riconducibili alla bocca eruttiva situata a quota 1900 metri, si attestavano a quota 1340 metri, avendo superato di poco Rocca Capra, nella Valle del Bove.

Nell’aggiornamento dell’11 Agosto 2026, alle ore 16:00 UTC, gli stessi fronti attivi più avanzati erano stati segnalati a circa 1360 metri di quota, in prossimità di Rocca Capra.

Incremento dell’attività esplosiva al cratere Voragine

Oltre all’attività effusiva, il nuovo aggiornamento dell’Osservatorio Etneo segnala anche un’evoluzione dell’attività esplosiva sommitale.

In particolare, secondo quanto comunicato dall’INGV, dalle ore 16:55 UTC l’attività esplosiva al cratere Voragine ha mostrato un incremento significativo, con emissione di cenere vulcanica che si disperde nel quadrante meridionale.

Già nei giorni precedenti era stata osservata attività esplosiva al cratere Voragine, con emissioni di cenere a intensità variabile.

Tremore vulcanico su valori alti e attività infrasonica molto elevata

Dal punto di vista sismico, a partire dalle ore 10:00 UTC circa del 13 Agosto 2026, l’ampiezza media del tremore vulcanico, pur rimanendo nell’intervallo dei valori alti, ha mostrato un chiaro incremento.

Il valore massimo è stato raggiunto tra le ore 12:00 e le ore 15:00 UTC. Al momento della pubblicazione del comunicato, l’ampiezza del tremore mostrava modeste oscillazioni, continuando comunque a mantenersi su valori alti.

I centroidi delle sorgenti del tremore sono stati localizzati nell’area del cratere Voragine e a nord del cratere Bocca Nuova, a una quota di circa 3000 metri sul livello del mare.

Per quanto riguarda l’attività infrasonica, dalle prime ore del 13 Agosto è stata registrata una progressiva e graduale crescita, con un incremento più marcato a partire dalle ore 10:00 UTC.

Al momento dell’aggiornamento, l’attività infrasonica si attestava su un livello molto alto. Gli eventi sono stati localizzati principalmente nell’area del cratere Voragine, con ampiezze passate progressivamente da basse a elevate.

In misura minore, le sorgenti infrasoniche hanno interessato anche il Cratere di Nord-Est, dove gli eventi hanno comunque mostrato ampiezze elevate.

Infine, secondo quanto riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i segnali delle reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non mostrano variazioni significative.

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