Etna, nuova bocca eruttiva a quota 3100 metri: colata a 1330 metri a Rocca Capra

Secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo, prosegue l’attività eruttiva dell’Etna, con l’apertura di una nuova bocca nella parte alta della Valle del Bove e l’avanzamento del flusso lavico alimentato dalla bocca situata a quota 1900 metri.

Nel Comunicato di attività vulcanica – Etna, aggiornamento numero 23, pubblicato oggi, 18 Agosto 2026, alle ore 12:51 UTC, l’INGV ha reso noto che, sulla base dei rilievi termici effettuati in mattinata dal proprio personale, il flusso lavico alimentato dalla bocca a quota 1900 metri ha raggiunto con il suo fronte quota 1330 metri nella zona di Rocca Capra, all’interno della Valle del Bove.

Nuova bocca eruttiva a circa 3100 metri

Un’altra novità riguarda l’apertura di un’ulteriore bocca eruttiva. Come spiegato dall’Osservatorio Etneo, all’alba del 18 Agosto 2026 si è aperta una nuova bocca a circa 3100 metri di quota, nella parte alta della Valle del Bove.

La nuova bocca ha prodotto un flusso lavico, ma al momento dei rilievi il relativo fronte non risultava visibile a causa della presenza di nubi.

Per quanto riguarda invece l’attività esplosiva al Cratere Voragine, questa è cessata alle ore 00:00 UTC del 18 Agosto 2026. È rimasto soltanto un debole pennacchio di cenere circoscritto alla zona sommitale del vulcano.

Tremore vulcanico tornato su valori bassi

Sul fronte del tremore vulcanico, dalle ore 23:30 UTC circa del 17 Agosto 2026 è stato registrato un rapido decremento dell’ampiezza media.

Secondo quanto riportato dall’INGV, i valori, precedentemente elevati, sono rientrati nell’arco di circa mezz’ora nell’intervallo dei valori bassi, dove risultavano ancora permanere al momento della pubblicazione del comunicato.

I centroidi delle sorgenti del tremore sono stati localizzati nell’area del Cratere Voragine, a una quota compresa tra 1900 e 2500 metri sopra il livello del mare.

Anche l’attività infrasonica ha mostrato una variazione significativa intorno alle ore 00:00 UTC, passando dagli elevati valori del tasso di occorrenza e dell’ampiezza degli eventi, tutti localizzati al Cratere Voragine, a una condizione di quasi totale quiete.

Nelle ore immediatamente successive l’attività infrasonica è stata prodotta dal Cratere di Nord-Est, con pochi eventi di ampiezza medio-alta, mentre dalle ore 3:00 UTC circa è risultata assente.

Deformazioni del suolo

Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, la rete GNSS non ha evidenziato variazioni significative.

Il clinometro di Cratere del Piano (ECP), dopo le oscillazioni indicate nel precedente comunicato, ha cumulato una variazione di circa 1 microradiante, ritenuta compatibile con un processo di deflazione in atto.

A partire dalle ore 23:50 circa del 17 Agosto 2026, il segnale dello stesso clinometro ha inoltre mostrato un’inversione di tendenza.

Aeroporto di Catania, rimosse le restrizioni ai voli

Intanto, sul fronte del traffico aereo, nella mattinata del 18 Agosto 2026 sono state rimosse le restrizioni che interessavano l’Aeroporto di Catania a causa dell’attività vulcanica.

A seguito del passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche da RED a ORANGE, è stata infatti disposta la riapertura dei settori precedentemente chiusi e la cancellazione di tutte le restrizioni.

Sono state quindi ripristinate con effetto immediato le attività di volo in partenza e in arrivo all’Aeroporto di Catania.

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